Nel nostro ultimo gioco,  Sogni monocromatici, abbiamo proposto la scelta autonoma di un colore ed abbiamo ottenuto una bellissima galleria che, con l’accostamento tra un lavoro monocromatico e l’altro, ricorda un arcobaleno.

Nel prossimo gioco invece abbiamo pensato che sarebbe bello utilizzare una palette uguale per tutti.

Lasceremo scegliere a voi, tramite sondaggio lanciato dal profilo Instagram @quiltimprovstudio , se essere liberi anche per quel che riguarda la composizione, o usare un elemento grafico in comune per tutti. La palette, pensata in un primo momento da Carla, è quella data dai colori primari: rosso, giallo e blu, alla quale abbiamo poi deciso di aggiungere anche il bianco e nero.

Con questa lista di cinque colori, sicuramente vengono subito in mente le opere di Piet Mondriaan, ma non vorremmo una galleria omogenea, ispirata solo a lui, quindi ci siamo chieste: “Dove altro troviamo questa combinazione di colori?” 

Ecco le nostre risposte:

 

Giovanna, come insegnante della scuola dell'infanzia, è circondata dai colori quotidianamente: utilizza i primari nei giochi di mescolanze per imparare ad ottenere i secondari, li ritrova quando si parla di emozioni (il giallo, il rosso e il blu identificano gioia, rabbia e tristezza); li vede e li tocca nei “blocchi logici”, che contraddistinguono le forme geometriche di base, senza dimenticare numerosi libri per l’infanzia, in primis quelli dell’autore e artista francese Hervé Tullet che propone bellissimi laboratori creativi per bambini.

Carla insegnava matematica e spesso ritrovava sulle copertine dei libri di testo riproduzioni dei quadri di Mondriaan; le immagini dei suoi dipinti potevano essere utilizzati per esplorare i concetti di parallelismo ed ortogonalità. Anche nel design spesso si possono ritrovare elementi che rievocano l’uso dei primari uniti al bianco e nero; oggi, nonna a tempo pieno, utilizza per giocare coi nipotini giochi in cui prevalgono i colori primari perchè di forte impatto visivo e facilmente riconoscibili dai bimbi in età prescolare, non ultimi i classici mattoncini della Lego che stimolano la fantasia e la manualità dei piccoli; ultimamente con i nipotini gioca anche con il Pongo e la sabbia cinetica: attraverso la manipolazione di materiale in colori primari è immediato il passaggio alla creazione dei secondari….ed ogni scoperta è un passo verso nuove conquiste!

Paola ci ha parlato degli artisti che ha ammirato alla Fondation Maeght, che ospita un’ampia collezione di dipinti, sculture, disegni e arte grafica del ventesimo secolo, che hanno spesso fatto uso dei colori primari e del bianco e nero per il loro forte impatto grafico. Ha ricordato inoltre la scuola Bauhaus , che trovava nel design il punto di incontro tra arti e mestieri, ed esplorava le composizioni basate su forme e simboli, come negli esercizi che associavano il triangolo al giallo, il quadrato al rosso, e il cerchio al blu.

Prima di lanciare questo gioco abbiamo fatto delle ricerche su vari social network usando come parole chiave "primary colors quilts" e abbiamo notato che i risultati danno lavori che non rispettano totalmente la palette, mentre tutti i quilt che rispettano la palette restano nel pattern "Mondrian". Un esempio di lavoro che usa questa serie di colori e nel frattempo esplora nuove geometrie è quello di @tinwoman48 . Fateci sapere se ne trovate altri, saremo liete di condividerle nelle nostre storie, e cominciate a progettare il vostro... "Oltre Mondrian"!

Ora lasciamo a voi alcuni giorni di tempo per iniziare a pensare dove trovate intorno a voi questa combinazione di colori e decidere se usarla come ispirazione per il vostro lavoro, oppure se vi vorrete lasciare trasportare dalla creatività improv per vedere quale sarà il risultato che emergerà a sorpresa. Quello che sappiamo già è che sarà unico e di forte impatto visivo!

Vi aspettiamo! Carla, Giovanna e Paola

La nostra quarta sfida, Monochrome Dreams, è finita da poco, e abbiamo imparato molto da questa esperienza.

Innanzitutto, siamo state positivamente colpite dal fatto che la maggioranza delle partecipanti ha preferito che il gioco fosse dedicato all'uso di un colore solo (come indicato dalle loro risposte al questionario di avvio) scartando l’alternativa di aggiungere un colore neutro. Se dobbiamo giocare con un certo tema, a questo punto facciamolo seriamente, no?

Come seconda cosa, ci siamo accorte che la galleria dei quilt realizzati dalle persone che hanno partecipato al gioco, visibile sul profilo Instagram di @quiltimprovstudio , ha l'aspetto del patchwork di tipo contemporaneo. Non è una cosa che avevamo scelto intenzionalmente, ma è stata una bella rivelazione. Il processo di tipo improv è applicabile sia al modern (con i suoi colori forti e contrastati), che al patchwork di tipo contemporaneo (con sfumature più delicate, come in un monocromo) e così via.

Come ultima cosa, abbiamo riflettuto su quanta intenzionalità possa far parte dell’improv, consentendo di dare allo stile ancora questo nome. Grazie a una domanda di una nostra partecipante a questo proposito, ci siamo dunque chieste: “Quanto l'intenzionalità fa parte del nostro processo? C'è una linea di confine tra l'intenzionalità e l’improvvisazione? oppure l’intenzionalità va a scapito dell’improvvisazione?"
Di seguito troverete le nostre opinioni personali.

Giovanna dice: “Quando voglio sperimentare, mescolo i due processi. Seleziono intenzionalmente una tavolozza di colori (che può variare anche durante il processo) poi inizio a tagliare in modo improv e gradualmente aggiungere pezzi per creare blocchi che possono variare di forma e dimensione. Il momento più inatteso nei miei lavori è dunque quello della costruzione dei blocchi: niente misurazioni, aggiunta di colori in tempi diversi, taglio con forbice o con cutter, cuciture dritte o con delle curve.
Dopodichè inizio il lavoro lento e intenzionale, la disposizione dei blocchi sulla design wall e la scelta della composizione.
Questa parte del processo ha una durata variabile, a volte capita che due o più pezzi vadano bene insieme al primo colpo, altre volte vengono spostati, ruotati, scuciti, rimossi o altri ne vengono aggiunti fino a quando il lavoro diventa interessante, arriva un'idea, una strada da percorrere e perseguire, fino ad arrivare ad ottenere un lavoro che ha un suo preciso significato.
Tutto un altro processo invece lo utilizzo per la creazione di pezzi in cui il tema è fissato dall'inizio: una volta avuta l'idea con un preciso significato o messaggio da trasmettere, inizia la realizzazione.
Parto solo da un piccolo schizzo (a volte neanche quello) perché quello che voglio lo immagino.
Ciò porta ad una velocizzazione della fase di layout, ma il processo è sempre di tipo improv, con modifiche possibili in corso di lavorazione e un risultato difficilmente replicabile in modo esatto.

Secondo Paola, l'intenzionalità non è assente durante l'improvvisazione. È distribuita lungo tutto il processo, e questo distingue l’improv da altri metodi in cui tutto il design è fissato all'inizio. La musica jazz può essere una bella analogia: anche se la scala e il ritmo sono scelti all'inizio, e magari sono intenzionalmente mantenuti stabili fino alla fine, i jazzisti si prendono comunque delle libertà durante le varie fasi dell'esecuzione!
Paola ama “l'emergere” degli schemi: se qualcosa di bello inizia ad apparire, allora vale la pena ripetere o rinforzare quella parte. La decisione di insistere con uno schema è un altro tipo di atto intenzionale, che appare nel mezzo del percorso: grazie a questa decisione, un'altra sezione del disegno diventerà fissa. Tuttavia, finché c'è spazio per cambiamenti durante il lavoro, il finale aperto tipico dell'improv è preservato.

Carla la pensa così: “Quando inizio un nuovo lavoro, di solito la prima cosa che faccio è la selezione delle stoffe: una palette che mi colpisce se lavoro solo con i solidi, una o più fantasie che immagino protagoniste e tutti i solidi che la possono accompagnare nel caso abbia voglia di partire da stampati, il cesto dei ritagli dell'ultimo lavoro fatto se sono ancora immersa nell'atmosfera del lavoro appena concluso… generalmente passano alcuni giorni mentre metto insieme i miei tessuti!! Alla fine ho fatto la mia selezione (difficilmente userò tutte le stoffe che ho scelto ma mi piace avere tanto materiale a disposizione!), certo è che in questa fase ci metto dell’intenzionalità.
A questo punto sono pronta? Dipende: se sto facendo un lavoro a tema (come per i nostri giochi) mi focalizzo sulle regole del gioco e cerco di visualizzare una possibile strada per interpretarle; a volte faccio uno schizzo (che poi in realtà non seguo mai) ma non so disegnare e quindi i miei schizzi sono come gli scarabocchi dei bambini, una traccia molto leggera, per cui la meta viene sicuramente raggiunta grazie all’improvvisazione!”

In attesa dell'arrivo del nuovo gioco (che stiamo già delineando, ma che non vi sveleremo del tutto ancora per un po’), rivolgiamo la stessa domanda a voi.
Nel processo della vostra lavorazione improv, quanto incide l’intenzionalità?

Potete scriverci le vostre riflessioni, su questo tema, sulla vostra esperienza nell'ultimo gioco, o altri temi collegati all’improv, mandando un messaggio diretto al profilo Instagram @quiltimprovstudioo scrivendo via mail a infoATquiltimprov.art: collaborerete così ad una raccolta di riflessioni per delineare l’eterogeneità dell’improv. Perché, come scritto nella pagina iniziale del nostro sito, ci piacerebbe costruire insieme questo percorso.

A presto!
Carla, Giovanna e Paola

Un quarto gioco improv è in arrivo: ci passava per la testa da mesi, e ora è arrivato il momento di condividere le nostre idee con voi!

Mentre parlavamo degli elementi da inserire nel nostro nuovo esercizio, Carla ha proposto di giocare ognuno col proprio colore preferito, in tutte le sue sfumature, e di creare un quilt monocromatico. La nostra pagina Instagram si trasformerà in un arcobaleno di colori! 

Abbiamo accolto questa idea con entusiasmo e abbiamo iniziato ad elaborarla. Cosa significa usare una tavolozza monocromatica? E’ la giusta occasione per giocare con le sfumature! Ci stiamo tuffando in un effetto compositivo che creerà cosa? Uno “spruzzo di colore”, un unico punto focale al centro dell'opera? Mille sfumature in gradazione? Un effetto 3D? 

Ben presto ci siamo rese conto che l'esito di un quilt improvvisato monocromatico non è così scontato: una regola che all'inizio sembra semplice, presto può diventare più impegnativa del previsto. E questo rende il gioco più interessante: anche se la prima immagine di un quilt monocromatico può balzare in mente velocemente, siamo curiosi di vedere come menti diverse siano capaci di elaborare questa proposta! 

Per citare l'approccio del pittore Johannes Itten, è sempre una buona idea allenare i muscoli creativi con l'analisi delle forme e dei colori di base. Quando pensiamo alle questioni del design partendo dai principi primi, le risposte possono spesso portare a conclusioni astratte. E noi amiamo l’astratto!

Ora, quanto può essere flessibile la definizione di una tavolozza monocromatica? Cosa può rimanere dentro, cosa deve essere lasciato fuori? Avremo altre caratteristiche in comune, anche se i colori selezionati saranno diversi per ognuno di noi?

A partire da domani, seguite le nostre storie sul profilo Instagram:@quiltimprovstudio , dove verranno pubblicati dei sondaggi: partecipare è semplice, basta toccare la vostra risposta preferita e i dettagli del gioco saranno definiti da tutte noi.

Nel frattempo abbiamo eseguito delle ricerche in Internet che parlano di tavolozze monocromatiche. Vi Invitiamo a leggerle per cercare ispirazione, imparare o approfondire alcune questioni!

https://shannon-brinkley.com/blogs/shannon-brinkley-studio-1/color-confidence-for-quilters-what-is-value 

https://quiltsocial.com/3-ways-to-determine-the-color-value-of-fabric/

http://poppyprintcreates.blogspot.com/2020/04/varietals-monochromatic-improv-study.html?m=1

https://quiltsbyjen.ca/monochromatic-colours-in-quilt-design/

https://shannon-brinkley.com/blogs/shannon-brinkley-studio-1/color-confidence-for-quilters-part-2-monochromatic-color-palettes

 

Per uno sguardo complessivo e rapido invece vi segnaliamo la bacheca Pinterest https://pin.it/1NEaciE , sempre utile per farsi una prima idea.
Per ora è tutto, vi aspettiamo!

Carla, Giovanna e Paola

Siamo giunti alla fase finale del nostro gioco improv, basato sull’uso di bianco e nero, e abbiamo chiesto ai partecipanti che hanno pubblicato il loro lavoro finito nell’ultima fase di gara, se lavorare in bianco e nero è sembrato loro diverso rispetto a cucire con altri colori, e perchè.

La prima risposta che abbiamo ricevuto è stata quella di @emmafassio, che ha affermato: “Penso che comporre con bianco e nero sia diverso rispetto ad altri colori, perché il loro contrasto è netto e spesso li percepiamo come opposti anche a livello di emozioni e sensazioni. Indossare un abito bianco ha un significato, indossare un abito nero ne ha un altro. I colori sono percepiti diversamente nelle varie culture, ed è un tema affascinante da esplorare. I forti contrasti possono spaventare, creare quasi timore. E lavorare a questo progetto è stato uno stimolo per affrontare anche le idee e preconcetti che potrei avere sul significato dei colori e la loro interpretazione emozionale''. 

@vazquezurbez ci ha scritto in maniera concorde: “Lavorare in bianco e nero è completamente diverso dal cucire con altri colori. Ombre o livelli di grigio non sono disponibili, hai solo i colori estremi puri. Come unica fonte di variazione ho introdotto le stampe, cosa che non faccio di solito e che mi ha permesso di sperimentare al di fuori della mia zona di sicurezza. Beh, le sfide servono anche a questo, vero?”

Subito dopo, ci è arrivato un parere opposto da @mari.quilt : “Lavorare il mio pannello bianco e nero con un tocco di rosso non mi è sembrato diverso che farlo con altri colori; ho scelto i tessuti e sono partita con l'idea di fare un pannello che esprimesse circolarità. Ho iniziato con dei quadrati che hanno cambiato forma un po' alla volta. Il mio stato d'animo quando lavoravo decideva se più bianco o più nero. Trovo che questi colori esprimano potenza: evidenziano le linee, sono due colori pieni di forza.”

@maria_dlugosch ha mandato un messaggio simile: “Non vedo alcuna differenza tra il bianco e nero e gli altri colori, per quanto riguarda l’impatto sul modo in cui cucio.”

@annscott8888_fiber_arts ci ha spiegato: “Mi sono divertita molto a comporre il mio lavoro sulle luci notturne per il gioco in bianco e nero. Di solito uso molti colori, quindi, limitare la mia palette al bianco e nero mi ha costretta a concentrarmi unicamente sugli aspetti del design, come le forme, le sovrapposizioni, i contrasti, senza che ci fossero colori a portare distrazioni. Ho cominciato a cucire durante questa pandemia, quindi ho ancora molto da imparare, e questo gioco mi ha dato l’occasione di provare qualcosa di nuovo.”

@sakura.quilting ha riflettuto sul ruolo di ogni elemento compositivo: “Improvvisare con bianco e nero porterà sempre ad un risultato molto grafico e di impatto grazie al forte contrasto. Se si aggiungono stoffe stampate in bianco e nero, o altri colori, questo effetto si smorza. Per questo, nel momento in cui c’è stato il questionario su come organzizare il gioco, ho espresso la mia preferenza per l’aggiunta di stampe. Con questi materiali, alla fine, nel cucire in bianco e nero, l’elemento che avrà il maggior peso saranno le forme scelte.”

@alsterdeeluxe si è spinta all’essenziale: “Mi sono davvero divertita a fare improv in bianco e nero, perchè ho potuto dare peso alla composizione e al contrasto proprio come piace a me. Ho fatto le prove fissando le pezze nere da includere nel disegno, su una parete che fungeva da sfondo bianco: in questo modo la composizione è emersa molto rapidamente.”

@densyendehimmel ci ha fatto notare le conseguenze che il bianco e nero hanno sul resto del lavoro: “Il bianco e il nero sono diversi perchè fanno risaltare meglio gli altri colori che verrano aggiunti.”

Maria Luisa Rosatti ha cucito la composizione che successivamente è stata quiltata da @thecultofquilt: in questo modo ha partecipato al nostro gioco con un quilt a quattro mani. La sua esperienza è stata questa: “Lavorare in bianco e nero mi ha dato la sensazione di un lavoro che va in profondità, specialmente con il colore tutto nero, per poi avere un bianco che risalta”.   

@zehralina_quilts ci ha fornito un bel riepilogo: "Lavorare in bianco e nero è liberatorio per l’azione creativa. Non ci sono energie spese nel pensare quale colore si abbini meglio al resto.
Ho sperimentato una libertà totale nel focalizzarmi su forme, angoli e connessioni. Mi sono completamente immersa nell’essenza della superficie da lavorare. Per quanto fare patchwork in modo improv mi offra sempre delle sorprese, cucire in bianco e nero aumenta questo effetto in modo esponenziale. Ridurre i colori nella palette aumenta le possibilità di dar struttura.”

Abbiamo posto anche un’altra domanda a chi ha partecipato: Quando finisci un lavoro improv, cosa ti fermi a guardare, per riflettere sul tuo lavoro? 

@emmafassio ha risposto così: “Quando finisco un lavoro improv mi fermo ad ascoltare e percepire le emozioni che mi trasmettono, se sono sulla stessa linea d'onda del messaggio o interpretazione che volevo dare all'idea.”

@mari.quilt, stavolta concorda: “Quando termino un lavoro guardo l'insieme, se è ben eseguito, se esprime quello che volevo fare, ma soprattutto che sensazioni mi da mentre lo guardo.”

Il parere differente invece è arrivato da @maria_dlugosch: “Non mi soffermo ad analizzare i miei lavori: o mi piacciono, oppure no. Non ci sono storie complesse dietro i miei lavori: cucio in modo intuitivo, non mi chiedo perchè lo faccio. Mi gusto il piacere di fare patchwork.” 

@sakura.quilting invece ha una lista completa di domande da farsi. “Quando completo un quilt di tipo improv, controllo i seguenti aspetti: per primo, vedo se mi piace l’insieme e il suo impatto visivo; poi mi chiedo se ho imparato qualcosa mentre lo facevo; terzo, cerco spunti o memorie suggerite dall’immagine ottenuta, per vedere se riesce a trasmettermi qualcosa; infine, ripercorro le regole adottate per controllare se le ho rispettate fino alla fine.
E c’è un’altra cosa che secondo me è interessante quando si analizza un quilt di tipo improv: credo che il valore del lavoro svolto aumenti, in caso di errori fatti lungo il tragitto. Dato che gli errori permettono di imparare, posso scegliere di correggerli prima di completare il quilt, o accettare di conservarli all’interno del risultato finale.”

Anche @alsterdeeluxe si pone delle domande sulle regole usate: “Valuto quanto il pezzo si avvicina alla visione che avevo avuto all’inizio (cosa che probabilmente non corrisponde ai principi dell’improv...); credo che in questa occasione ho rispettato perlomeno le intenzioni che avevo alla partenza: creare una composizione dalla geometria pulita.” 

@vazquezurbez controlla se è soddisfatta, già prima di aver finito: “Quando ho completato la composizione di un top, controllo che siano bilanciati i colori, le forme, l’insieme. Naturalmente devo essere convinta del risultato prima di passare alla quiltatura, altrimenti riprendo il lavoro e lo modifico finchè il bilanciamento non è ottenuto.”

Se ancora non vi siete fatti un’idea di cosa osservare a fine lavoro, una lista completa ve la suggerisce @annscott8888_fiber_arts : “Adoro il fatto che il patchwork ci sottopone dei problemi da risolvere. Spendo molto tempo a controllare la costruzione del mio quilt mentre si sviluppa sul design wall. Le domande che mi pongo, sia in corso d’opera che al termine, sono queste. Il design è bilanciato? Ci sono dei motivi che si ripetono e si collegano tra loro? la composizione ha una sua logica interna? C’è coesione? La misura dei moduli funziona? In che punto viene attirato lo sguardo? Il mio stile improv è aggraziato o suona storto come un principiante? Ci sono degli elementi del disegno che sorprendono? Ho lasciato abbastanza spazio nello sfondo e nello spazio negativo, per far respirare il lavoro? (Eh, questa è una delle più difficili per me!) E la quiltatura che ruolo ha avuto: si abbina alle forme sottostanti, o le trasforma?”

Le parole di @densyendehimmelsu questo tema, sono orientate al futuro: “Guardo sempre un mio quilt completato, per trovare quello che vorrò far meglio nel mio prossimo lavoro.”

@zehralina_quilts è d'accordo: “Mi soffermo per un po’ sul mio lavoro finito, per scoprire forme emerse a sorpresa, da riutilizzare nel mio quilt successivo.”

Il gioco è ora giunto al termine. @alsterdeeluxe ha ammesso: “Avere la pressione di una scadenza mi ha fatto fare lo sprint finale: ho completato il quilt alle 23.00 dell’ultimo giorno di gara!!”
Con l’occasione di questo gioco, alcuni partecipanti hanno costruito quilt di grandi dimensioni. Siamo onorate di sapere che gli elementi che proponiamo per la composizione, entrano a far parte di progetti di più ampio respiro! Alcuni di questi sono giunti a buon punto poco dopo la scadenza, merita andare a vederli per cui ve ne segnaliamo i link: @therollingcat ha cucito un quilt da 150 cm, e @susanjgrant ha continuato ad accrescere il lavoro più di quanto pensato inizialmente. Potete ripercorrere il lavori dei partecipanti sulla pagina Instagram dei lavori in corso con l'hashtag dedicata: #improvblackandwhite, e ritrovare la galleria dei quilt completati sul profilo di @quiltimprovstudio

Grazie a tutti, è stata una splendida occasione per riflettere ed imparare dai vostri esempi improv. Ora stiamo già pensando al prossimo gioco: seguiteci e ne vedrete delle belle!

 

Chi lo avrebbe detto che, nel corso del nostro gioco improv, dedicato all'uso del bianco e nero, ci sarebbe stata l’occasione per soffermarsi proprio sul tema del colore?

Abbiamo chiesto alle persone che hanno partecipato al nostro gioco, e che hanno pubblicato il loro quilt nelle scorse settimane, con quale criterio hanno scelto il colore che abbia la funzione di accento da affiancare alle stoffe bianche e nere. Sono emersi dei retroscena interessanti: basta un pizzico di colore e le esperienze possono variare già molto! Leggete di seguito, e scoprirete perchè.

 @hollygrovethreads ci ha rivelato il motivo del titolo del suo quilt, “il verde di Stella”.
“Stella era il nome di mia nonna, e il tipo di verde che ho utilizzato nel mio quilt riporta alla mia memoria il colore della cucina di mia nonna. Ho passato molto tempo con lei da bambina, e mia nonna è stata una delle persone della mia famiglia che hanno stimolato in me l’interesse per il cucito e il patchwork.”

@blabshandgemacht, ha scelto il colore da usare in condizioni vincolate: “All’inizio mi ero fatta l’idea di usare un arancione chiaro come colore di accento; ma a causa del lockdown, ho dovuto scegliere una tinta tra quelle che avevo già a casa. Ora sono molto contenta del verde chiaro che ho utilizzato! Sembra molto meno aggressivo, eppure è abbastanza vivo da bilanciarsi bene con il bianco e il nero.”

Quando il colore che dobbiamo scegliere è uno solo, si finisce per dedicare più attenzione a questa decisione. @piecefulwendy si è organizzata così: “Per prima cosa ho testato più colori affiancati al bianco e il nero, per rendermi conto di cosa mi attirava di più. Volevo provare qualcosa di diverso dal solito, e il verde lime ha cominciato a farsi notare in un modo che non riuscivo più ad ignorare. Nei miei piani il colore di accento avrebbe dovuto essere presente solo in tracce, ma più cucivo componendo i pezzi curvi, più il lime si è guadagnato un posto visibile all’interno del quilt.” 

 @kathycookquilts ha fatto un ragionamento di insieme: “Ho cominciato provando molti colori diversi accanto al bianco e nero, per questo gioco. Adoro i blu, per cui mi sono concentrata su vari blu che avevo. Ho scelto un tipo di blu dal tono intermedio, in modo che occupasse uno spazio bilanciato tra i due estremi del bianco e del nero.”

@mariurbezg ha lasciato entrare nel suo lavoro giusto quel minimo di colore che ci voleva: “Introdurre un po’ di colore come accento, con il bianco e nero, mi è parsa una buona idea. Nel mio lavoro, il colore è appena presente, all'interno di un paio di stampe bianche e nere che hanno del colore al loro interno. Ho notato che era giusto quello che ci voleva per dare più vita e luce al mio quilt.”

Le parole di @margaret_stamford la scelta del colore da usare è stata una occasione per fare degli esperimenti: “Se non mi fossi soffermata a riflettere sul colore da introdurre nel quilt, sarei caduta su una tinta satura e luminosa. E invece ho deciso di avventurarmi in una nuova zona, scegliendo una tinta delicata che di primo acchito non si sarebbe detto che fosse adatta per stare con il bianco e il nero. Quindi ho usato un colore pastello, il Kona Sea Glass, che alla fine mi sembra abbia funzionato proprio perchè contribuisce a dare un buon contrasto. Sono contenta di essermi presa dei rischi!”


Dato che le forme bianche e nere spiccano subito, la fase della quiltatura può aver bisogno di essere adattata alla situazione. @margaret_stamford ha scelto di farla così: “La quiltatura su questo pezzo è stata realizzata in modo del tutto improv, con l’intento di dare enfasi al disegno. Per evitare che delle linee dritte rendano statico il lavoro, ho scelto di cucire un arco curvo che dal centro corra fuori verso i bordi per dare movimento. Ho lasciato alcune linee dritte ai margini, con una funzione complementare.”

Alle persone che hanno partecipato abbiamo chiesto anche di raccontarci quali sono le loro fonti di ispirazione quando cuciono patchwork di tipo improv.

@kathycookquilts ci ha risposto: "Per me, l'ispirazione di solito emerge durante le fasi di gioco. Avendo sperimentato in precedenza la creazione di forme curve inserite in uno spazio negativo, in questa occasione ho recuperato i ritagli rimasti da quel lavoro. E così lo spunto per iniziare questo gioco in bianco e nero è nato dal riutilizzo di forme frammentarie! Molti dei miei esperimenti non diventano un lavoro finito, ma mi diverto comunque un sacco nel passaggio da una prova all’altra!”

L’origine delle forme utilizzate da @blabshandgemacht, nasce invece dal suo ambiente circostante. “L’ispirazione per il mio lavoro bianco e nero con un colore è emersa dalle sagome del vecchio pavimento in legno che stava nell’appartamento in cui avevo vissuto da piccola.”

 @hollygrovethreads si è concentrata sulle forme in base anche alle sue abilità sartoriali: “Mi piace cimentarmi con le curve cucite in modo improv e sceglierle per realizzare quilt che diventino pannelli murali. Per me cucire curve è facile. Credo che questo derivi dalla mia esperienza nel cucire vestiti, dato che la cucitura curva mi ricorda il lavoro per cucire le maniche all’interno di un abito.

Anche se lavoro in modo improv, amo introdurre strutture e motivi ripetuti nella composizione. Per il quilt che ho realizzato nel corso del gioco, anche se le curve sono tagliate in modo spontaneo, ho mantenuto una struttura sottostante che tenga connessi tutti i blocchi tra loro.”

@mariurbezg cerca ispirazione così: “E’ sempre piacevole soffermarsi a guardare il lavoro di altre persone per trovare nuovi spunti. In questo periodo sto provando ad utilizzare la quiltatura free motion, che secondo me è una soluzione che si accompagna bene al patchwork cucito in modo improv.” 

Le parole di @piecefulwendy , è stato l’influsso di diversi artisti a portarla sempre di più verso l’improv: “Debbie Jeske (@aquilterstable) mi ha ispirata con il suo flusso creativo, e vorrei anche menzionare il modo gentile con cui mi ha incoraggiata a provare l’improv sempre di più. Il libro di Nicholas Ball, intitolato Inspiring Improv , è stato molto utile, e mi ha permesso di imparare alcune tecniche nuove. Nel prossimo mese frequenterò delle lezioni di Carole Lyles Shaw , e sono proprio curiosa di vedere come andrà.” 

Siamo felici che i nostri giochi siano una occasione per chi vuole tentare di avvicinarsi all’improv: questa volta, è stata l’occasione giusta per @karinaquilts .
Karina ci ha scritto: “Questo è stato il mio primo lavoro improv e ho usato il gioco in bianco e nero come momento di apprendimento.
Mi sono buttata subito nella costruzione del quilt senza pensare troppo a come sarebbe andato avanti. Ho iniziato a cucire tre stoffe in bianco e nero che avevo nella mia scorta e mi sono lasciata prendere dal flusso creativo. Ho composto alcune forme, e ho proseguito da lì. I miei primi blocchi erano puramente in bianco e nero. L’effetto grafico delle sagome bianche e nere accostate ad alcune striscie mi è piaciuto, così ho proseguito sulla stessa linea. Ho introdotto un po’ giallo, e penso che la sua nota di colore salti bene all’occhio.
Alla fine, è stata una lezione nuova, in certi momenti anche un po’ difficile, però ho appreso dei rudimenti che potrò sicuramente sfruttare nella prossima occasione in cui cucirò di nuovo in modo improv."

C’è ancora una settimana prima che il nostro gioco giunga a scadenza: per i prossimi quilt in bianco e nero che saranno completati entro il 16 maggio, rendiamo disponibile la possibilità di essere pubblicati nella galleria instagram di @quiltimprovstudio . Vi invitiamo a tenere d’occhio i nuovi lavori che vi appaiono, perché in questi giorni le novità continuano a fioccare!