Durante le mie passeggiate quotidiane, mi capita spesso di pensare ai quilt che sto cucendo. Di solito mi dirigo verso il mare, inoltrandomi fin sulla punta del molo, immergendo lo sguardo verso l’orizzonte. I riflessi sulle onde e i colori che cambiano ad ogni ora sono una fonte di ispirazione.

Ho appena seguito un corso di Irene Roderick , “Coreographing your dance”, e ho pensato di dedicare il lavoro realizzato durante il corso alle sensazioni che emergono durante queste passeggiate verso il mare. Mi sono chiesta se la parola “molo” suonava bene come titolo, dato che mi piacciono i titoli corti. Poi mi sono ricordata che la mia città è un punto di confine dell’Italia dal lato nord est, e allora ho deciso di intitolare il mio quilt “Est”: sì, est è una parola abbastanza corta per i miei gusti!

Giovanna ed io abbiamo già scritto del modo in cui scegliamo il nome per i nostri lavori. Nella prossima sezione, sarà Carla @falcolupo a raccontarci dell’ultimo titolo che ha scelto.

NOMI, NOMI, NOMI!!!

Quando sto lavorando ad un nuovo progetto la parte iniziale riguarda sempre la scelta dei colori da utilizzare, la creazione della palette, l’impostazione del lavoro... via via che comincia a prendere corpo comincio ad interrogarmi su cosa voglio esprimere con quel che sta prendendo forma sul design wall; a volte so già il mio intento, altre aspetto che sia il lavoro a “parlarmi”... e intanto che procedo si insinua nella mia mente il nome che potrebbe esprimere il concetto o sentimento che mi guida…

La scelta del nome è per me importante soprattutto se il lavoro è un improv, astratto nella maggioranza dei casi, e quindi foriero delle più diverse interpretazioni; diventa per me a questo punto indispensabile esprimere il mio punto di vista per poter trasmettere a chi lo guarda ciò che suggerisce a me! Bisogno di affermazione? Forse… o semplicemente un modo per ricordare a me stessa ciò che sentivo in quel momento.

L’ultimo lavoro che ho fatto è stato “EARTHQUAKE”, nato dal desiderio di utilizzare tutti gli scraps del mio blueimprovrepetition, creato per la challenge di Quiltimprovstudio; inizialmente mi sono limitata a cucire tra loro i frammenti, poi li ho posati sul muro per vedere come unirli, pensando ai colori del mare e del cielo… solo in fase finale ho cominciato a vedere un insieme di case traballanti e muri caduti e non sono riuscita più a vedere altro... e cosi il suo nome non poteva essere altro che terremoto!!! E adesso giustamente ognuno può vedere nella composizione ciò che vuole... via libera all’improvvisazione! E buon improv a tutti!

Silvia @silviafic8 ha risposto alla nostra domanda sui modi di intitolare i quilt, e ci ha raccontato il suo punto di vista mandandoci la seguente storia.

Non sempre i miei quilt hanno un nome.

Quando mi metto a cucire un quilt so già il nome che avrà… a volte!
O perché il colore dei tessuti che ho scelto evocano un oggetto, un paesaggio o altro, oppure perché le forme che scelgo di cucire sono in armonia con “qualcosa”.

Non sempre i miei quilt hanno un nome! Specialmente i lavori improv che paragono a quadri “astratti” e in questo caso l’arte o dà emozione oppure no.
Non mi piace interpretare, vedere per forza qualcosa sulla tela colorata. E non mi interessa nemmeno sapere cosa ha voluto raffigurare l’artista: o mi emoziona oppure no!

Con i quilt improv l’approccio per me è lo stesso. E’ talmente soggettivo emozionarsi che anche se mi viene spiegato cosa, il perché e il percome è stata realizzata un’opera, non mi emozionerà di più o di meno, saprò solo di più dell’artista e dell’opera. Ed è un po’ come per le altre forme d’arte. Una musica mi emoziona ma non per questo è necessario che io sappia dell’artista.

Non per questo le opere non devono avere un nome, un titolo. Solo che per me non è necessario. I miei quilt non sono opere d’arte ma è per questo motivo che nei giochi orangesummerimprov , blueimprovrepetition, i miei lavori risultanti si chiamano proprio come il gioco. E continuerò a dare il nome del gioco perché mi diverte.

Chi guarda se vuole può vederci qualcosa. Tra l’altro oggi magari ci vede un paesaggio e domani, con uno stato d’animo diverso ci vede altro. Perché legare una visione ad un titolo? Spero che i miei quilt, o almeno alcuni di essi, piacciano ed emozionino chi li guarda.   

Avete anche voi delle storie legate ai vostri quilt, che ci vorreste raccontare? Avete qualcosa da aggiungere alle discussioni sul tema dell’improv affrontate nelle pagine di Quilt Improv Studio? Gli spunti che ci arrivano possono essere il punto di partenza per dei confronti interessanti!

Potete inviare i vostri contributi contattandoci su Instagram, mediante un Messaggio Diretto a @quiltimprovstudio, o inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica infoATquiltimprov.art, sostituendo AT con la chiocciolina @.  

Rieccoci qua! 

Durante l’attesa per l’inizio del nuovo gioco, abbiamo notato che qualcuno dei partecipanti alle nostre iniziative aveva riscoperto il precedente gioco sul colore arancione e aveva deciso di cimentarsi anche con quello. Splendida idea! La descrizione dei giochi che proponiamo è sempre presente sul sito e può fare da spunto in ogni momento! 

Ma torniamo al punto. Questo è il momento di presentare il nostro nuovo gioco!

Dopo molte gradazioni di arancione e di blu, abbiamo pensato di cimentarci con qualcosa di più drastico, con un forte impatto grafico e visivo: il bianco e nero. Sappiamo che questa combinazione può essere amata o detestata, ma quello che vogliamo fare ora è: fermarci un momento, pensare a come uscire dalla zona di comfort, esplorare qualcosa di diverso e migliorare le nostre abilità.

Le possibilità di espressione sono molte, per cui non ci saranno regole che limitino gli elementi del design su cui focalizzarci: potrete scegliere liberamente il modo in cui improvvisare! Cucire in bianco e nero è un’ottima occasione per scegliere il proprio segno grafico, per fare esperimenti con il ritmo, e per pensare alla composizione. Suggeriamo di provare molte posizioni degli elementi cuciti inizialmente, ad esempio usando il design wall e scattando più foto delle diverse composizioni possibili, così da condividerle poi su Instagram e continuare nel nostro intento di condivisione e confronto.

Vogliamo farvi sapere che abbiamo introdotto una differenza rispetto ai giochi precedenti. Riguarda la misura del quilt con cui partecipare: avrà una limitazione solo nel minimo, un quadrato di circa 60x60 centimetri, ma per il massimo potrete decidere voi: una nuova caratteristica del gioco che permette di realizzare quilt utilizzabili, poi, in modi diversi.

Come nel gioco precedente, alcune regole verranno scelte assieme alle persone interessate a partecipare. Nei prossimi giorni verranno pubblicati due sondaggi tramite le storie Instagram del profilo @quiltimprovstudio : tenete d’occhio le novità, esprimete la vostra preferenza e create il gioco che più vi piace!

Infine vi lasciamo alcuni link con cui potersi ispirare:

 https://aquilterstable.blogspot.com/2015/11/the-minimum.html

https://www.flickr.com/photos/piece__of_me/9115889971/in/photostream/

https://www.flickr.com/photos/floribunda52/4023440544/in/photostream

 https://www.flickr.com/photos/artisania/28768739174

Troviamo inoltre interessante questo video-tutorial di Rebecca Bryan sulle curve improv, nel quale utilizza stoffe bianche e nere:  https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=6wcvHMB6tP0

 

Dopo l’esito dei sondaggi, troverete la definizione completa del gioco in una pagina dedicata del nostro sito .

Buon divertimento, restate al sicuro e cucite con noi!

 

Giovanna, Carla e Paola

 

Siamo arrivati alla fine del gioco Blue Improv Repetition, è il momento di raccogliere delle riflessioni!

Come fatto per il gioco precedente, abbiamo chiesto alle persone che hanno completato il loro quilt entro il 10 gennaio, di raccontarci la loro esperienza rispondendo ad alcune domande.

Quando abbiamo pensato ad un gioco basato sulle ripetizioni, ci siamo chieste se il tema fosse scontato dato che sono un elemento classico del design! Quante e quali regole fissare? Abbiamo fatto decidere ai partecipanti alcuni punti da seguire con dei sondaggi, lasciando per il resto campo libero all’improvvisazione.

Secondo @vazquezurbez, era stato trovato il giusto mix: “creare un piccolo quilt è una grande opportunità, quando questo richiede di seguire poche regole, e nello stesso tempo permette di giocare con molta libertà.”

Le risposte al nostro questionario ci hanno sorpreso: i pochi elementi definiti (improvvisazione, ripetizione, colore blu) per molte partecipanti contenevano qualcosa di nuovo.

Per @anje_loskut “questa è stata la prima volta che ho partecipato ad un gioco sulle ripetizioni.

@auroraa1714 ci ha scritto: “ho provato le ripetizioni per la prima volta … ok, càpita di fare quilt con triangoli o quadrati… ma non è la stessa cosa”.

@victorianelson2263 ha aggiunto: “ho già cucito dei quilt in modo improv, ma non strettamente con una singola forma ripetuta. Mi è piaciuto cimentarmi con colori e forme limitati: è stato un modo per esplorare elementi diversi dell’improvvisazione.”

@margaret_stamford ha sperimentato la seguente novità: “avevo già realizzato alcuni quilt usando la tecnica della ripetizione. Questa per me è stata la prima occasione in cui ho combinato l’uso di forme cucite e applicate. Il metodo raw edge appliqué mi ha permesso di ottenere risultati che altrimenti non erano possibili: nel mio quilt ho collocato alcune delle forme ripetute a cavallo di blocchi adiacenti.”

@therollingcat_ ci ha scritto: "Avevo sperimentato in precedenza sia le ripetizioni sia le curve: avevo cominciato in tempi non sospetti ad usare una specie di improv o liberated log cabin. Quando avete lanciato la sfida, ero tentata di fare un altro log cabin improv. Poi ho cambiato idea e ho scelto le curve. Devo dire che mi sono divertita un sacco! Farlo così senza preoccuparsi della misura finita è davvero liberatorio. La dolcezza delle transizioni dei colori mi ha consentito di aggiungere anche del trapunto a mano fatto col filo di lana in contrasto. Non trapuntavo a mano da molto tempo, e sono rimasta sorpresa dall'effetto armonioso.

@hbeecook ha ammesso: “avevo già ripetuto delle forme in precedenza, ma non così di proposito. Lo schema del gioco è stato un ottimo avvio per focalizzarmi sul mio modo di fare improv!”

@Pieladyquilts è un’esperta di quilt basati sulla ripetizione di una singola forma. Ci ha detto: “mi sono unita al gioco perchè trovo utile per la mia creatività avere delle limitazioni entro cui muovermi. Dover usare il blu e le ripetizioni mi ha fatto venire un sacco di idee.”

@buttermilk_hill ha trovato questa sintesi: “questi due elementi del design sono una splendida combinazione. Le ripetizioni danno struttura all’idea, l’improv fa spazio al flusso creativo.”
@vazquezurbez ha anche notato che “le ripetizioni permettono effetti di bilanciamento all’interno del quilt.”

A volte ci chiediamo se la durata di tre mesi è sufficiente per completare il gioco. 

@sakura.quilting ha inziato subito, e poi ha deciso di fare una pausa. Secondo lei "è meglio lasciare un progetto incompleto appeso al design wall per alcune settimane, finchè non si trova soluzione ai propri dubbi, per poi riprendere il lavoro quando si hanno le idee più chiare su come continuare.

@margaret_stamford ha lavorato in tempi molto più stretti: “Ho iniziato questo quilt quattro giorni prima della scadenza, quindi non ho avuto il tempo di affinare la mia idea. Questo esercizio mi ha fatto capire che posso fidarmi di come gestisco un’idea, dal concepimento al completamento, se il tempo per realizzarla è poco."

Qualunque sia il momento in cui condividiamo i nostri esperimenti con l’improvvisazione, questo è sempre apprezzato. @hbeecook lo spiega così: “il gruppo mi dà molta ispirazione e sento che mi fa crescere come quilter. Adoro che il progetto sia internazionale e che connetta persone da luoghi così distanti.”

Anche per @therollingcat_ “l'idea è stata versatile e precisa allo stesso tempo: la galleria di quilt che ne è uscita è una grande gioia!”

Abbiamo chiesto alle partecipanti di raccontarci cosa pensano di avere imparato in questa occasione.

@alsterdeeluxe ha risposto: “ho imparato un sacco di cose! Mescolare casualmente le pezze realizzate può non funzionare: bisogna fare selezione e lavorare con cura. Le parti migliori che hanno trovato spazio nel lavoro finale saranno state la metà di quello che avevo cucito inizialmente.”

@theeightchild ha spiegato: “ogni volta che realizzo un quilt, imparo qualcosa su quello che rende buona una composizione, e alleno il mio sguardo su ciò che riesce a toccare le mie corde. E ho pure fatto pratica con il piedino a doppio trasporto.”

@victorianelson2263 ci ha detto: “finora avevo partecipato poche volte a dei giochi. Ho la sensazione che imparo qualcosa da ogni quilt che cucio, e una sfida mi aiuta ad esplorare aspetti che altrimenti non avrei preso in considerazione. Raramente impiego il blu, eppure mi sono divertita ad usarlo. Questa è una lezione che utilizzerò di nuovo.”  

@quiltergardener ha notato che “cucire in modo improv una stessa forma per molte volte è un buon metodo per rendersi conto di quanto sia possibile sfruttare le irregolarità date a tale forma per renderla più interessante. Quando si uniscono assieme molte forme irregolari, l’effetto all’occhio è molto gradevole. Triangoli, quadrati, rettangoli, curve di tipo “drunkard’s path” – ogni blocco della tradizione, quando riproposto in modo improv e ripetuto, diventa più vivo.”

@karinkory ha aggiunto: “quest’esperienza mi ha fatto capire quanto le ripetizioni siano un buon modo per dare un senso di calma al quilt e per renderlo più interessante.” 

Una delle cose che ci rendono più felici è il riuscire a facilitare la diffusione dell'improv: 

@alsterdeeluxe ci ha raccontato: “questa è stata la prima volta in assoluto in cui ho provato l’improv; non avevo mai usato le ripetizioni come procedura per creare dei pezzi. Penso che sia stato questo ad attirarmi nel gioco, dato che ero interessata ai modi in cui si può interpretare la ripetizione tramite l’iterazione dei gesti.”

Anche @astudillorosales ha scritto che “questa è stata la prima volta in cui mi sono avventurata in questo tipo di cose: ho imparato a fare a meno di pattern e schemi. E proprio lì arriva il bello, dato che non sai come andrà a finire! Sono stata proprio felice di scoprire che il divertimento era lì che mi aspettava. Se quello che stai facendo non combacia, puoi improvvisare ancora. Continuerò sicuramente a divertirmi in questo modo.”

@auroraa1714 lo dice chiaramente: “ogni volta che si prova l’improv viene voglia di farne ancora di più... diamoci il permesso di essere creativi!”

@buttermilk_hill è dello stesso parere: “ho imparato – di nuovo – che l’improv è la mia tecnica preferita”. 

Possiamo dire che siamo d’accordo!!!

Ma… cos’è, l’improv, per noi?

@sakura.quilting ha condiviso il suo punto di vista: “Innanzitutto, l’improv non deve essere sgraziato. Cucire quilt in libertà per me significa mantenere comunque l’accuratezza. Inoltre, sono benvenuti cambiamenti in corso d’opera rispetto alle stoffe scelte inizialmente. Questo permette di reintrodurre dei ritagli e aggiustare il tiro per migliorare il risultato.” 

@alsterdeeluxe ha scritto qualcosa sullo stesso tema: “all’inizio avevo fatto una scelta di stoffe basata sull’idea che improv significasse lavorare con gli scarti. Per questo avevo provato a impiegare stoffe scelte un po’ a caso, tra quelle ricevute in regalo e quelle che non sapevo come usare in altri progetti. Alla fine ho mantenuto questo vincolo cercando di tirarne fuori il meglio, e per fare ciò ho provato pure a usare come dritto il rovescio di alcune stoffe stampate.”

Ai partecipanti abbiamo anche chiesto cosa avrebbero cambiato del loro lavoro se avessero avuto la possibilità di farlo di nuovo:
“Cambierei la quiltatura. Aggiungerei dei quadrati più grandi per dare calma alla composizione (@victorianelson2263).”

Userei un unico colore per la quiltatura. La semplicità può dare risultati migliori (@sakura.quilting).

Userei una diversa gradazione di colore. Ai quadrati, che sono l’elemento ripetuto, assegnerei un contrasto maggiore (@karinkory).

Farei una selezione diversa dei colori blu da includere nel lavoro. Ho usato i ritagli che avevo e non tutti gli accoppiamenti sono stati efficaci. Detto questo, comunque, recuperare i residui di stoffa dà una certa soddisfazione! (@hbeecook)

“Quel quadrato blu al centro… prima di cucire tutto assieme, l’effetto sul design wall era diverso. Comunque le linee che ho quiltato sopra lo riequilibrano un po’ (@theeightchild).” 

Ci verrebbe da dire che certe modifiche vengono in mente solo a lavoro finito e che è normale che sia così. Tutti i quilt prendono un loro significato quando sono giunti a completamento! 

Quindi le riflessioni fatte a posteriori possono diventare uno spunto per le prove successive e per prendere coscienza di cosa voler rifare o evitare.
@Pieladyquilts  su questo è d’accordo: “Ho realizzato il quilt con stoffe tinte a mano. Ora mi piacerebbe riprovare con delle tinte unite per vedere come cambia l’effetto finale.”

Anche @quiltergardener ha raccolto delle idee: “Mi sono divertita a dare un effetto complementare allo sfondo, cucendovi sopra la stessa forma ripetuta, l’ottagono, in fase di quiltatura. Vorrei farne di più, di lavori così, in futuro.”

@maria_dlugosch ha scritto: “ho usato delle nuove guide per la quiltatura e sicuramente le userò ancora, perchè ne sono stata molto soddisfatta. Questo metodo di quiltatura entrerà a far parte del mio repertorio.”

@hbeecook ha confermato: “sicuramente proverò ancora le ripetizioni. Ora sto pensando ad altre forme da usare quando cucirò i prossimi quilt.”

Ulteriori commenti di quilters che hanno partecipato al gioco e finito prima hanno avuto spazio in un precedente articolo che trovate a questo link.

Ci sono anche altre storie, di quilters che hanno iniziato il gioco e poi intrapreso altre strade per vari motivi. @gigi.v13 ha finito il top e ha deciso di terminare la quiltatura in un altro momento. Qualcuno ha continuato ad inviare i propri lavori anche dopo la scadenza del gioco, come @beckymcneillartanddesign e @patchwerrk; @mari.quilt invece ha preso il concetto di blue repetition e l’ha utilizzato per la realizzazione di un quilt basato su un pattern, che partiva da un disegno composto da sua figlia.
Vi invitiamo comunque ad andare a vederli e ad apprezzarne la bellezza, nella pagina dell'hashtag #blueimprovrepetition e nelle pagine instagram degli autori. 

Siamo grate a tutte le persone che hanno comunque partecipato perchè ciò che ci proponiamo è di dare un input.

 

Congratulazioni a tutti i partecipanti!

Grazie a chi ci segue nel sito; nella pagina @quiltimprovstudio potete rivedere la galleria completa dei lavori.

Ci vediamo presto con un nuovo gioco! Carla, Giovanna e Paola.

Ci sono certe storie che si ripetono: hanno bisogno di alcuni tentativi, di una prova generale, prima di passare alla versione definitiva.

La storia dei nostri giochi improv condivisi on-line è una di queste. 

Ora ne racconteremo il retroscena!

Era l’inizio del 2020, quando Giovanna ed io abbiamo iniziato a conoscerci sul web, e abbiamo deciso di cominciare dei progetti comuni a tema patchwork. Una di queste idee era il comporre ciascuna un quilt, con delle regole fissate. Che effetto avremmo ottenuto mettendo a confronto due lavori realizzati con gli stessi colori, la stessa misura, da due mani diverse che si cimentano nell’improv?

Giovanna ha proposto di costruire una palette che partisse dal colore Kona cotton dell’anno, un verde scuro dallo splendido nome “Enchanted”, ed io ho suggerito di abbinare dei colori che formino una triade complementare, come descritto dalla Gilda di Boulder sul loro sito al seguente link.

La primavera era vicina, e abbiamo dedicato settimane agli scambi fotografici per decidere i colori a uno a uno: infatti volevamo condividere la stessa identica palette! Una volta scelte le stoffe, ce ne siamo procurata una bella scorta, e abbiamo poi scoperto di averlo fatto apppena in tempo: giusto prima che il mondo entrasse in una fase difficile, dove la improvvisa chiusura dei negozi era solo uno dei molti problemi.

Le fantasticherie creative sanno essere un sollievo, per cui nei mesi successivi le idee dedicate al patchwork si sono moltiplicate, sovrapponendosi a questo piano iniziale e assumendo varie forme.
SuI mio tavolo del cucito, la palette dei colori scelti è stata utilizzata in tre quilt diversi, fino a quando ho trovato la formula che dava più ampio spazio al verde.
Andar per mostre non era più possibile, ma avvicinarsi l'un l'altra in modo virtuale lo era eccome, e questo pensiero ha fatto nascere il progetto Quilt Improv Studio: un tipico esempio di pianificazione che si trasforma lungo il tragitto, come se l’improv fosse proprio dentro di noi! Le lunghe discussioni avviate con Carla @falcolupo, ci hanno fatto venir voglia di raggiungere altre persone amanti dell’improv.
Ed ecco che l’idea di giocare assieme con colori comuni si è ampliata al punto di diventare pubblica.
L’arancione prediletto da Carla è stato il trampolino di lancio del nostro primo gioco con-line!
Tant’è che ora è in corso il secondo gioco, Siamo arrivati alla fine del gioco Blue Improv Repetition, , a cui ci si può ancora unire per condividere i propri lavori fino al 10 gennaio.

Tornando a noi, il lavoro d’inizio anno dedicato al colore enchanted, nonostante tutti i cambi di direzione attraversati, è ora completato. Ne sono emersi due quilt che, come da idea di partenza, sono stati tratti da una identica serie di colori, e si sono sviluppati senza confronti in corso d'opera.

Nei prossimi giorni ve ne mostreremo il risultato: seguendo su Instagram i nostri profili @jonikquilts e @thecultofquilt  , potrete vedere l’evoluzione passo dopo passo di due quilt “uguali ma diversi”!

Proprio in questi giorni, Pantone  e Robert Kaufman Kona Cotton hanno selezionato la loro proposta di colori dell’anno 2021. 
E se queste tinte diventassero il punto di partenza per organizzare i futuri giochi di Quilt Improv Studio? Vedremo: l’anno nuovo ci attende!

Sapete che questo nostro “studio” virtuale vuole essere un luogo di incontro per imparare o esercitarsi insieme condividendo le nostre esperienze personali. Abbiamo quindi posto delle domande ai primi partecipanti del gioco Siamo arrivati alla fine del gioco Blue Improv Repetition, che ci hanno sorpreso finendo in tempi brevissimi il loro quilt.

Le domande poste sono incentrate sulle varie fasi di lavorazione e sulle personali preferenze del processo creativo. Abbiamo iniziato dalla scelta della palette: avendo un colore già fissato, come avete deciso di accostare gli altri?

@quilter_man58 è partito già con un’idea precisa di cosa voleva realizzare: delle “galassie lontane”. E’ stato così guidato dal titolo e ha scelto i colori presenti nell'universo: il giallo, il rosso, l'arancio, il bianco e il nero, tutti presenti nei pianeti, nel sole, nella via lattea.

@patchbri ha invece tirato fuori tutti i blu che aveva, rimanendo meravigliata di quanti fossero!

@silviafic8 è venuta subito in mente la stoffa gialla che ha usato. Era un pezzetto che teneva da parte per una cosa speciale perché le piace molto.

@blabshandgemacht,che al momento si trova a vivere in un paese molto lontano dal suo, ha usato gli scraps blu che ha portato con sé, li ha uniti a camicie strappate e avanzi di altri progetti, riuscendo a creare una bella selezione per il nostro mini quilt.

@morphea80 non usa molto spesso il blu nei progetti dei suoi quilt. Ma questa volta doveva essere blu. Per fortuna aveva un po' di blu grigiastro nella sua scorta e ha deciso di aggiungere un po' di verde, rosso scuro, giallo e bianco, perché questa combinazione di colori le ricorda una frizzante giornata di sole autunnale.

@nensipamela dice che ultimamente il blu e i suoi derivati la ispirano molto, ma pur non essendo il suo colore di prima scelta (lo sono i derivati del viola) ha comunque accumulato una serie di tessuti nelle sfumature del blu e verde acqua che aspettavano solo di uscire dalla loro scatola. Così è stato facile per lei attingere a questi colori, forse un po' a caso, ma cercando di realizzare un mix piacevole agli occhi.

@aquilterstable ha scelto la palette basandosi sulla sua esplorazione del "Classic Blue", il colore Pantone dell'anno 2020. Ne ha anche parlato in un articolo sul suo blog! Lo trovate al seguente link . Anche se ha pensato di aggiungere altri colori, ha deciso di attenersi alle sfumature di blu, dal più chiaro al più scuro.

La palette blu è sempre stata una delle preferite di @mariurbezg. Così, quando ha visto che il nuovo gioco sarebbe stato intorno ai tessuti blu, ha deciso subito di partecipare, ma le serviva un altro colore per dare più luce al quilt. Per quello ha scelto un fucsia brillante. 

Già da queste prime risposte capiamo la varietà e la libertà che c’è nell’improv: si possono utilizzare i colori preferiti, lavorare con quello che si ha a disposizione aggiungendo anche stoffe non strettamente nate per farne un quilt, e ci si può anche inventare un blu non convenzionale.

Il secondo parametro del gioco era utilizzare una forma a scelta, ripetendola e modificandola a piacere. Anche qui si procede con modalità diverse, andiamo a scoprire come hanno progettato il loro lavoro i nostri amici e amiche in questo contesto: vedrete come è vario il modo in cui ciascuno forma la propria visione!

@quilter_man58, per la forma ha preso ispirazione dalle stelle e da tutte le forme presenti nel cosmo, con le proprie deformazioni dovute ad esplosioni, collisioni e fusioni.

@patchbri ha cominciato a fare degli schizzi e così è arrivata alla lettera A, l'iniziale dei nomi dei suoi nipoti. Ha continuato facendone altre fino a che è arrivata a quello che voleva realizzare.

@silviafic8 ha deciso prima quale sarebbe stata la forma da ripetere: delle strisce. Nel momento di decidere il layout ha pensato che posizionarle in orizzontale o verticale sarebbe stato scontato, quindi le ha cucite in diagonale. Ha realizzato 4 blocchi nello stesso modo.

@blabshandgemacht, ci ha scritto che una volta ha visto un motivo molto geometrico sullo sfondo di un video. Ispirato da ciò, ha abbozzato alcuni modelli dalla sua mente in modo che potesse funzionare per un quilt in futuro. Si trattava solo di rettangoli di molte dimensioni diverse. Proprio i criteri per questo gioco! 

@morphea80 ha detto che, poiché alcuni tessuti erano già tagliati a strisce, ha deciso di utilizzare questa forma per giocare. Come sempre, quando fa improv, ha cucito senza avere un piano, ha invece scelto una tecnica con cui lavorare. In questo caso ha iniziato con due pezzi di tessuto più grandi cuciti insieme con una striscia di colore diverso. Ha quindi tagliato questo blocco una volta, girato un pezzo di 180 gradi e unito entrambi i pezzi di nuovo, stavolta con una striscia contrastante in mezzo. Questo l'ha ripetuto un paio di volte: ed ecco che è emersa la sua composizione.

Per @nensipamela la scelta della forma da ripetere è stata la parte più sofferta. Nella mente ne sono nate parecchie, ma nel momento in cui si è messa al piano di taglio, nessuna di loro le è stata utile. Ha iniziato a tagliare ed assemblare, formando al principio dei piccoli blocchi che poi ha tagliato più volte. I blocchetti che ne sono usciti sono diventati la forma da ripetere. Anche il processo di ripetizione è stato un processo improv... ad un certo punto il pezzo le è sembrato terminato, e così ha finito.

@aquilterstable ama le strisce improvvisate, e ha avuto l'ispirazione di usarle di nuovo dopo aver terminato il suo recente "Vista Toscana". Ha continuato a esplorare il concetto di strisce che "avvolgono" un altro segmento di strisce. Ha ripetuto il concetto di avvolgimento più volte mentre giocava con scale diverse.

@mariurbezg ha iniziato a giocare con le curve, le adora sempre. Ha deciso che avrebbe dovuto lavorare con delle ellissi, anche se la prima idea erano stati i cerchi e alla fine è stata molto contenta di aver fatto questo cambiamento.

L’ultima domanda era più rivolta a conoscere le preferenze fra le varie fasi di creazione di un quilt. Anche se è un hobby, o per qualcuno un lavoro, non è detto che sia sempre tutto divertente, ci sono delle cose che amiamo fare e ci divertono, o rilassano, e altre che proprio vorremmo evitare. Vediamo cosa ci hanno risposto al riguardo:

@quilter_man58 non ha momenti che ama di meno nel processo creativo, però quelle che apprezza e lo gratifica di più sono la costruzione delle forme e la quiltatura.

Per @patchbri è sempre difficile trovare cosa fare, da dove cominciare, e come interpretare i punti di partenza. Una volta trovato tutto ciò, è relativamente facile proseguire il lavoro.

@silviafic8 ama soprattutto immaginare, pensare come potrebbe essere il risultato, subito dopo dopo aver scelto le stoffe. Perché improv sì, ma non completamente: pensa al senso che vorrebbe dare al lavoro. In realtà poi può succedere che, in fase di realizzazione, venga fuori tutt'altra cosa rispetto all'idea iniziale. Quello che ama di meno è tagliare e cucire.

@blabshandgemacht, dice che le è piaciuto molto esaminare i suoi tessuti e scegliere i colori, soprattutto come giocano bene insieme. Non le piace la dimensione ridotta della trapunta perché non capisce la funzionalità di un quilt così piccolo. Questo è il motivo per cui l'ha chiamato "UND NUN" (e ora) dato che non sa per cosa usarlo se non guardarlo (ma aggiunge che guardarlo è un piacere).

Per @nensipamela la parte preferita del processo creativo è la scelta della palette. Solitamente parte da un colore che in quel momento la ispira e dal quale amerebbe essere circondata. In questi anni ha avuto la fortuna di visitare paesi nordici, che la stanno influenzando e trasportando verso una scelta di colori freddi e luminosi. La parte che ama di meno del processo creativo è riuscire ad abbinare il colore scelto ad una forma che lo riesca a valorizzare.

Immaginare il risultato, mentre sta procedendo con la lavorazione, è specialmente divertente per @aquilterstable. A volte rimane "bloccata" nel processo e fa fatica, per cui si ferma a pensare alle varie possibilità anche per dei giorni. Ma alla fine sono proprio quelle riflessioni a farla andare avanti.

La quiltatura di solito gioca un ruolo diverso dalle altre attività, nelle nostre preferenze. Ed è curioso notare come ciascuno di noi può vederla in modo diverso: leggete qui!

@morphea80 ci racconta che che la parte che più le piace è scegliere la tecnica prima di iniziare a cucire, e poi adora cucire insieme i pezzi di stoffa. Non le piace molto la parte relativa alla quiltatura, perché si annoia facilmente, ma con una mini trapunta anche la quiltatura va bene!

@mariurbezg ha avuto dei problemi a cucire insieme le curve più strette anche se alla fine è riuscita a gestire il tutto e quindi quella è stata la parte che le è piaciuta di meno. La sua parte preferita è la quiltatura. È sempre bello lavorare con piccole trapunte in cui si ha più libertà di selezionare un pattern complicato per il quilt. 

Il gioco Blue Improv repetition continua, ed è possibile inviare immagini dei propri lavori fino al 10 gennaio 2021. Una bella occasione per riempire le giornate di vacanze natalizie!

Per il momento vogliamo concludere ringraziando i nostri amici e amiche che hanno già partecipato, per la disponibilità che hanno dato nel rispondere alle nostre domande, aiutandoci così a conoscerci a vicenda, a crescere come gruppo. Un gruppo spontaneo, libero e aperto, accomunato dalla stessa passione, dalla voglia di provare, di mettersi in gioco. Anche se siamo in un periodo particolare, che può aumentare le distanze, ci sembra prezioso avere delle occasioni per condividere questi piccoli momenti, pur se solo virtuali.

A presto!

Giovanna, Carla and Paola.