Come forse già sapete, uno degli obiettivi che ci siamo poste con il progetto Quilt Improv Studio è quello di migliorare le nostre capacità tecniche o abilità per creare uno stile personale, farlo divertendosi, cercare di conoscere e riunire quilters che abbiano interesse e che vogliano condividere l’esperienza con altri. Durante una delle nostre videochiamate abbiamo cominciato a parlare di “forma e ripetizione” (Paola ama già usare le ripetizioni nei suoi quilt, Carla invece ha scritto un articolo sulla magia delle forme che cambiano continuamente nei caleidoscopi). Da qui è partita l’idea per il nostro secondo gioco. Perchè non giocare con le forme? Ruotandole, ingrandendole, rimpicciolendole o trattandole in qualunque altro modo vi venga in mente? La ripetizione è uno degli elementi di design, ricorrente in molte forme d’arte, nella fotografia e anche nel patchwork, sia tradizionale che moderno. Serve a dare un ritmo ed è un modo per creare unità. Come la potremo usare nell’improv? Le possibilità per esprimere la propria creatività sono infinite e speriamo che anche questa volta vogliate giocare con noi (o inizierete a farlo!).

Ora che vi abbiamo anticipato quale sarà il tema del nuovo gioco: “Improv repetition” potete iniziare a pensarci; dal primo ottobre vi proporremo dei sondaggi su instagram per decidere insieme altri aspetti del gioco (sì, ci piace rendervi partecipi).
Quindi… tenete d’occhio le “storie” di @quiltimprovstudio e rispondete alle domande che vi proporremo nei sondaggi dall'1 ottobre!  

Le regole sono poche. Una volta finiti i sondaggi, le troverete nel nostro sito. Sappiate già che quello che piace a noi (ed è anche stato apprezzato dalle precedenti partecipanti) è la condivisione delle foto in fase di lavorazione, magari corredata da qualche frase attinente il processo creativo. Il tutto, ovviamente, si potrà fare sempre seguendo i propri ritmi pubblicando dei post contenenti le foto senza date fisse.

Curiosità, studio e ricerca sono alla base dell’ampliamento delle conoscenze, così abbiamo iniziato a raccogliere informazioni dal web sull’argomento. Abbiamo trovato degli articoli interessanti e abbiamo piacere di condividerli con voi. Potete anche cercare informazioni su libri, riviste o altre fonti abbiate a disposizione e se volete condividetele con noi.

E poi… pronte a giocare!

link: visual communicaton design-principle-of-repetition-pattern

link: the quilt show-design-to-quilt-principles-of-design-pattern-repetition week 35

link: the quilt show-design-to-quilt-principles-of-design-pattern-repetition-week-36  

link: Sherri Lynn Wood blog-Repetition, Improv, and Trance Quilt Making 

Il nostro primo gioco Orange Summer Improv finirà tra pochi giorni. E’ il momento giusto per fare alcune considerazioni su questa avventura prima di iniziarne un’altra. 

 

In aprile, in pieno lockdown, abbiamo iniziato a parlare fra di noi di fare un quilt basato sul colore e di pubblicarne le immagini su Instagram. Abbiamo poi deciso che sarebbe stato bello aprirlo a chiunque volesse partecipare e con grande gioia e sorpresa abbiamo avuto l’adesione da parte di quilters di molte parti del mondo.  

Molte di loro hanno espresso il loro entusiasmo tra commenti e messaggi per questa iniziativa vissuta in un periodo di isolamento che riguardava tutti. Crediamo che le nostre nuove amiche quilters abbiano apprezzato questo aspetto sociale e la possibilità di focalizzare la mente su un progetto personale da iniziare e perseguire, e ciò ci ha rese ulteriormente felici.

Grazie a chi ha voluto provare per la prima volta a fare improv (e sono molte), a chi ha creato un account Instagram appositamente, a chi ci ha seguite solo guardando e a tutti coloro che, con un po’ di gusto per l'avventura, hanno accettato questa sfida! Visto l’interesse dimostrato per il gioco e per perseguire il nostro intento di condivisione, abbiamo deciso di proporre alcune domande alle partecipanti che ad inizio settembre avevano già finito il loro mini quilt, le abbiamo raccolte e ve le proponiamo qui di seguito.

Ecco le impressioni di chi si è avvicinata all’ improv per la prima volta.

La brasiliana Adriana Pereira @drikartesatelie ci ha raccontato come è stato il suo inizio: “Ho cercato i miei tessuti arancioni tinti a mano e altri tessuti commerciali, per costruire la palette. Dopodiché, ho passato circa 15 giorni a guardare quei bellissimi tessuti e a pensare: rovinerò i tessuti perché non ne uscirà nulla!!! Ma ho pensato: se non inizio, non saprò mai se ce la farò: avevo davvero paura! Confesso che il primo taglio e le prime cuciture sono nella mia scatola patchwork, ma poi mi sono ritrovata piena di tante idee e piccoli blocchi cuciti, ed era difficile scegliere cosa usare nel gioco. Quando ho iniziato a mettere i blocchi sul muro, scegliendo la posizione e scattando le foto, c'erano tante soluzioni possibili: per i matematici, una progressione pressoché infinita!!!! Nell'agosto 2020 ho terminato il mio quilt estivo arancione. Una esperienza meravigliosa e arricchente con il modern improv patchwork."
Marta Vázquez Urbez @vazquezurbez, una ragazza spagnola che vive in Oman, ci ha detto che: “è stata una opportunità incredibile per provare qualcosa di nuovo. Sono sicura che userò questa tecnica anche nei prossimi lavori”.
Bagarus Magdi @bagarusmag dall’Ungheria ha risposto: “È stato bello giocare insieme, mi è piaciuta la libertà illimitata dell’improv, e la possibilità di imparare dal gruppo. Ho dipinto i materiali, ho pianificato il tema che avrei scelto per i colori, ho guardato i quilt provenienti da diverse nazioni e ho realizzato il mio primo improv quilt.

Abbiamo creato questo gioco di improvvisazione online come reazione positiva al periodo di "distanziamento"obbligatorio e siamo liete di sentire che questo approccio è stato apprezzato:

María Paz Avalos @sakura.quilting dal Cile ha detto: “Nel mio caso, la maggior parte delle volte, il patchwork e il quilt sono attività molto solitarie. Ma in occasioni come questa sfida, mi sono sentita parte di un gruppo. Avevo bisogno di questa sensazione a causa della situazione mondiale; la quarantena e le altre restrizioni hanno imposto una distanza severa, ma la nostra arte ci ha fatto stare vicini. Penso che i quilters che hanno partecipato alla sfida fossero tutti motivati e si siano sentiti i benvenuti. La comunità è stata calorosa e positiva".
Secondo Brigitte Rossetti @patchbri dalla Svizzera, "è stata una bellissima esperienza fare qualcosa insieme a persone che non conosci. Mi piacciono le sfide. È stato anche un buon modo per trascorrere del tempo durante questa pandemia!"

Il aspetto internazionale e sociale dell'esperienza è emerso dai commenti di molte quilters:

Melanie Rudy @melanie_rudy_art dal Canada ha scritto: “È stato fantastico entrare in contatto con tutti i meravigliosi partecipanti da tutto il mondo. Mi sono unita al gruppo pensando che fosse un'organizzazione locale del Canada e invece proveniva dall'Italia. Che sorpresa! Questa esperienza aveva a che fare con la creazione di amicizie adorabili. I partecipanti erano così talentuosi e interessati al lavoro degli altri".

Per Carolyn McKibbin @quiltygardener dagli Stati Uniti, “sembrava un gruppo divertente e informale di quilters con menti aperte. Disposti ad essere vulnerabili, ad accettare feedback e ad offrire feedback costruttivi. Tutti i partecipanti hanno una passione per l'improv e stili personali molto diversi. Mi sono piaciute le foto di avanzamento dei lavori a partire dalla scelta delle stoffe. In questo modo ho potuto vedere davvero come ogni quilter ha affinato un'idea e ha apportato modifiche. Era come seguire un corso di improv! La dimensione contenuta del quilt significava che era qualcosa che avrei potuto completare in una settimana o due, senza un grande impegno a lungo termine. Amo anche il colore arancione, così come gli italiani in generale."

Chiara Cingano @therollingcat afferma: “di solito non partecipo a sfide, Quilt Along o altre cose del genere, un po’ per problemi di tempo e un po’ perché preferisco lavorare ai miei progetti. Questa volta però era diverso: poche regole e chiare = un sacco di LIBERTA'! ”

Tutti hanno usato gli stessi colori, tuttavia, @vazquezurbez  ha notato che “anche se la tavolozza era solo di arancioni, i lavori finali erano così diversi!!! La parte migliore è stata vedere come le altre persone lavorano e creano i loro quilt. Questa esperienza è stata molto utile per incontrare altri quilters, e in particolare per condividerla con mia madre Maribel  @mariurbezg, che si è unita al gioco dalla Spagna, nonostante la distanza tra noi due!" (madre e figlia hanno preparato questi commenti assieme).

Le risposte delle partecipanti in merito ai loro sforzi e difficoltà, forniscono suggerimenti che possono essere utili per tutti noi:

@melanie_rudy_art ha suggerito, in caso di difficoltà, di "continuare a provare. Usa un buon ferro da stiro. Usa l'amido chiamato Flatter quando le cose sembrano fuori posto. Prenditi una pausa per un giorno o due e al secondo sguardo di solito non vedi più il problema. Ricorda che ci sarà un altro strato di trapuntatura da aggiungere alla stoffa. Buon divertimento!"

Andrea @morphea80 dalla Germania ha fatto una osservazione sui vincoli: “Ho particolarmente apprezzato l'opportunità di lavorare seguendo il mio ritmo. Mi è piaciuto anche il fatto che ci fossero solo poche specifiche come il tema del colore e le dimensioni. Non ci sono state difficoltà durante l'improvvisazione, perché credo che l'improvvisazione sia un parco giochi senza regole oltre a quelle che mi invento io. In questo modo sono libera di andare ovunque le difficoltà mi porteranno."

@patchbri ritiene che "non è difficile, quando aggiungi un pezzo dopo l'altro. Se il risultato sembra troppo strano, puoi comunque correggerlo!"

Enza Pizzolotto @pizzolottoenza dall'Italia utilizza la seguente strategia per trovare aggiustamenti: “quando trovo delle difficoltà, oppure non mi piace il lavoro che ho fatto, stacco e faccio altre cose; poi riprendo un altro giorno. A volte mi alzo di notte per vedere cosa posso aggiungere oppure togliere.” 

Perché non chiedere un punto di vista diverso? @sakura.quilting ha scritto: “Mio marito è un ingegnere, ma ha una visione artistica moderna che condivido. A volte chiedo la sua opinione su un progetto. Spesso i suoi suggerimenti fanno parte della soluzione di cui avevo bisogno."

@marialuisama fa così: “faccio una foto al progetto, mi prendo un caffè' e penso... torno sul progetto e faccio i vari spostamenti finché non trovo la sequenza che il caffè mi ha suggerito.”

Quando @barthelregina trova delle difficoltà, cerca di “trovare un altro modo per affrontarle. Il bello dell'improvvisazione è che nessuno sa cosa volevo fare e cosa ho deciso di cambiare.”

In ultima battuta abbiamo chiesto loro cosa pensano di aver imparato:

@vazquezurbez ci ha detto: “non sono sicura di poter condividere una lezione da questo gioco, ma da principiante nel processo dell’improv credo che a volte penso troppo a quello che sto facendo… la prossima volta cercherò di pensare meno e tagliare di più. Sentiti libero!”

@therollingcat ha descritto la seguente esperienza: “Dovevo essere molto disciplinata: ho imparato che era fondamentale stirare ogni singola cucitura, soprattutto quelle molto strette. Mi piace abbastanza il risultato. È diverso da tutto ciò che ho fatto finora. È proprio lì sul muro davanti al mio computer. Quindi, quando alzo lo sguardo, lo vedo e torno a una strana estate in cui ho accettato una sfida... e sono sopravvissuta per raccontare la storia!"

@pizzolottoenza ha sottolineato che "qualcosa di nuovo si impara sempre guardando i lavori degli altri, sia che ti piacciano oppure no.”

Le ultime parole, da @quiltygardener. “Va bene essere vulnerabili. Puoi non essere veramente sicuro se ti piace il tuo lavoro, ma condividilo comunque pubblicamente. Abbi fiducia, mantieni la tua visione e portala avanti, ma sii aperto a fare aggiustamenti improv lungo la strada".

Grazie al feedback dei partecipanti, abbiamo avuto conferma che una passione comune (nel nostro caso l’improv) fa nascere e sviluppare idee, unisce al di là della lingua, del paese di provenienza e delle distanze, e che la tecnologia e il web sono essenziali per varcare i confini. 

Le immagini di questa pagina rappresentano una piccola anteprima di tutto il lavoro svolto. Vi invitiamo a guardare la gallery di tutti i mini quilt Orange Summer Challenge al seguente link: @quiltimprovstudio, dove troverete informazioni complete e altri commenti degli autori. 

Ulteriori quilt Orange dei partecipanti che devono ancora completare il loro lavoro, continueranno a essere pubblicati nella galleria @quiltimprovstudio fino all'inizio della nuova proposta (in preparazione per il prossimo mese). Perché, come ci ha detto @therollingcat : "Signore, sono pronta per il prossimo gioco!!!” 

Grazie per essere state con noi, quilters avventurose per progetti avventurosi!

 

Cucire in modo improv a volte mi ricorda i librogame: quelle storie in cui il lettore può decidere come far proseguire il racconto, andando ad ogni fine capitolo verso una sezione successiva, scelta tra più opzioni, per ritrovarsi con finali dalle possibilità tutte diverse.

Ecco: come nei librogame, quando guardo alcuni dei miei quilt, rivedo i percorsi alternativi che si erano presentati a me durante l’improvvisazione, le rotte che non avevo imboccato, e che vorrei veder materializzate, per sentire l’effetto finale che mi avrebbero regalato, per sfogliare l’ologramma dei miei quilt alternativi mai cuciti.

Ad esempio, durante il lungo periodo di costruzione del quilt a righe e colonne, ho provato a comporre digitalmente dei possibili finali della storia, riempiendo un’area intera con copie della griglia che avevo iniziato a comporre, o ritagliandoci delle finestre all’interno, così, giusto per farmi un’idea delle possbilità. E invece poi ho completato il lavoro usando una forma a rete aperta: mi sono raccontata una terza storia.

Fotografare le prove di composizione di un quilt sul design wall, rende ancora meglio l’idea della vicenda narrata dalle stoffe. Quando ho cucito il mio primo lavoro secondo il metodo appreso nel  corso di Irene Roderick, un processo denominato quiltdance, ho tenuto traccia in foto di tutti i rimescolamenti che ho fatto alle pezze affisse al design wall, e non ne ho provati pochi! Anche se ora la strada verso la conclusione del quilt è tracciata, uno dei sentieri intravisti in corso d’opera mi è rimasto nel cuore: una estensione della massa blu, che scendeva profonda come un mare, e che avrebbe potuto ospitare strane creature gialle dalle forme misteriose che si tuffavano negli abissi. Chissà che aspetto avrebbero avuto quei pesci?

Certi giorni mi domando: come potrei sapere se il finale alternativo di quella storia improvvisata mi sarebbe piaciuto di più? Toccarne l’effetto con mano? A quel punto, si affacciano alla mia mente le voci di insegnanti illustri, come Nancy Crow, o Lisa Call, che in coro rispondono: “Cuci tutte le prove possibili! Lavora in serie!”; il tutto seguito dall’immagine di me, china per mesi sulle stesse stoffe, concentrata nella realizzazione di lunghi romanzi cuciti, uno appena di poco diverso dall’altro, tutti provati fino in fondo. Senonchè, a far dispetto verso le migliori intenzioni, subito occhieggiano le mie scorte di stoffe dai colori non ancora utilizzati, bussano alla porta le nuove idee non ancora iniziate, e la curiosità verso qualcosa di potenzialmente inedito prevale. Mentre in sottofondo Alanis Morissette canta: “Non è ironico? Ti accorgi di non aver seguito i buoni consigli?”

Presa dai dubbi, ricontrollo i miei quilt degli anni passati. In fondo, ci sono alcuni temi ricorrenti, su cui amo tornare ad esplorare delle varianti. Ma sì, dài, sul lungo periodo alcune serie provo a svilupparle anche io. Ad esempio quella dei quadrati concentrici: una forma semplice e tanto diffusa, eppure, secondo me molto espressiva: l’ho utilizzata più volte nei miei precedenti lavori. Le occasioni per proseguire un lavoro in serie possono presentarsi nei momenti più inaspettati. Ad esempio, con il gioco Orange Summer Challenge , ancora attivo fino a tardo settembre.

Ho deciso di misurarmi una seconda volta con questo gioco, cucendo di nuovo un quilt arancione, appunto a base di quadrati. Non sentivo più l’esigenza di proporre qualcosa di insolito, come nel primo quilt arancione che avevo cucito in giugno per lo stesso gioco. Con i quadrati arancioni ho testato una forma a me familiare, ma ho potuto collocarla all’interno di un nuovo schema, quello delle semplici regole proposte dal gioco (un colore dominante, alcuni contrasti, e così via); ho sperimentato in tutta tranquillità. Tanto che, ora che il quilt a quadrati arancioni è completato, è diventato uno dei miei preferiti nella serie dei lavori fatti con questa forma.
Sì dai, posso dirlo: misurarsi con la serie delle varianti offerte dall’improv è una storia che suona bene.